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Nocera tra papi, re e congiure

31 marzo 2026
Nel pieno dello Scisma d’Occidente, Nocera divenne teatro di una vicenda drammatica che vide protagonisti papa Urbano VI e Carlo III di Durazzo. Rifugiatosi nel Castello del Parco, il pontefice dovette affrontare congiure cardinalizie, scomuniche e un lungo assedio, trasformando la città in uno dei luoghi simbolo di una delle pagine più turbolente del Medioevo. Oggi, tra i resti del castello e il convento di Sant’Antonio, sopravvive ancora il fascino di questa storia di potere, fede e
Tra gli episodi più drammatici e affascinanti della storia medievale di Nocera vi è quello legato a papa Urbano VI e a Carlo III di Durazzo, protagonisti di uno scontro politico e personale che ebbe come scenario principale il Castello del Parco e l’area dell’attuale convento di Sant’Antonio.

Tutto si colloca negli anni dello Scisma d’Occidente, iniziato nel 1378, quando la Chiesa cattolica fu divisa tra il papa legittimo Urbano VI e l’antipapa Clemente VII, sostenuto da parte del collegio cardinalizio e dalla regina Giovanna d’Angiò. In questo contesto, Urbano VI trovò inizialmente un alleato in Carlo di Durazzo, nipote della regina, deciso a conquistare il trono di Napoli.

Il loro accordo, però, si ruppe presto. Alla base della rottura vi furono contrasti di potere e promesse non mantenute, tra cui quella relativa al controllo di Nocera e del suo castello, che il papa voleva per il nipote Francesco Prignano, detto Butillo. Quando la situazione divenne pericolosa a Napoli, Urbano VI si trasferì nel 1384 proprio al Castello del Parco di Nocera, considerato più sicuro.

Qui maturò una grave congiura: alcuni cardinali, ormai ostili al pontefice, progettavano di raggiungerlo al castello, catturarlo e condurlo nella chiesa di San Francesco — oggi convento di Sant’Antonio — dove avrebbero voluto dichiararlo eretico e condannarlo al rogo. Il piano però fu scoperto in tempo. Urbano VI reagì con durezza, facendo arrestare i cardinali coinvolti e rinchiudendoli nelle prigioni del castello, dove furono sottoposti a torture e interrogatori.

Lo scontro con Carlo III diventò allora totale. Dal Castello del Parco, il papa lanciò pubbliche scomuniche contro il re, contro i suoi avversari e contro i cardinali ribelli, cercando anche l’appoggio della popolazione locale.

A questo punto le truppe di Carlo III, guidate da Alberico da Barbiano, assediarono il castello. L’assedio durò circa sette mesi e trasformò Nocera in uno dei centri più tormentati della lotta tra papa e sovrano. Nonostante la fame e le pressioni della sua corte, Urbano VI non cedette e continuò a mostrarsi inflessibile.

La situazione si sbloccò l’8 agosto 1385, quando giunsero in soccorso del papa forze alleate legate a Genova, a Raimondello Orsini e a Tommaso Sanseverino. Colto il momento favorevole, Urbano VI riuscì a fuggire dal castello portando con sé i propri tesori e i cardinali prigionieri, raggiungendo poi la costa di Paestum, da dove si imbarcò su navi genovesi.

Questa vicenda rende il Castello del Parco di Nocera un luogo di straordinario valore storico: teatro di intrighi, rivalità, assedi e lotte per il potere, conserva ancora oggi il ricordo di una delle pagine più intense del Medioevo italiano, anche se dell’antica struttura restano ormai solo poche tracce.
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